Azione dell’Unione Nazionale Consumatori contro il marchio Fitvia e le influencer che lo pubblicizzano all'Antitrust e allo IAP 

Il Presidente dell’Unione Nazionale dei Consumatori ha recentemente denunciato all’ANTITRUST (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e allo IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria) la società che produce i prodotti Fitvia nonché le influencer che pubblicizzano tali prodotti (tra cui Belen e Cecilia Rodriguez, Guendalina Tavassi, Beatrice Valli, Serena Garitta ecc.).

Facciamo un passo indietro.

Sui social network sono frequentissimi i post di personaggi noti che utilizzano tè, tisane, barrette, muesli a marchio Fitvia.
Tuttavia questi post si presentano come esternazioni “spontanee” dell’influencer e non come messaggi pubblicitari: l’influencer, a fronte di ogni post, riceve un corrispettivo economico o prodotti in regalo. I post si pongono quindi in contrasto con il principio fondante il diritto della pubblicità.

Ricordiamo infatti che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale. Affinché l’intento commerciale di una comunicazione effettuata sul web sia percepibile dal consumatore, sono stati individuati, dall’AGCM e dallo IAP, alcuni strumenti: e così, a titolo esemplificativo e alternativo, l’inserimento di avvertenze, quali, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio.
Per questo motivo l’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato Fitvia e alcuni dei più popolari influencer all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) per questa attività promozionale sui social network.

Il Presidente dell’Associazione a riguardo ha dichiarato: “Quanto sta accadendo con Fitvia è davvero inquietante, sia per la portata del fenomeno con centinaia di post degli influencer (che offrono persino ai followers dei codici sconto per l’acquisto online dei prodotti così da tracciare il grado della rispettiva “influenza” sui consumatori), sia per i contenuti divulgati dall’azienda, sui quali infatti abbiamo chiesto di fare verifiche visto che hanno a che fare con l’alimentazione e quindi con la salute”.

Nonostante gli interventi delle Autorità, la pubblicazione della digital chart, l’invio delle lettere di moral suasion, la strada verso la trasparenza dei messaggi comunicati sembra essere ancora lunga.

 

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